Cannabis negli USA: dalla Tabella I alla Tabella III, il grande paradosso

Negli Stati Uniti è in corso un cambiamento storico: la DEA ha proposto ufficialmente di riclassificare la cannabis, spostandola dalla Tabella I, dove per decenni è stata equiparata a sostanze come eroina e LSD, alla Tabella III, che riconosce invece un uso medico accettato e un rischio di abuso inferiore.

Un passo enorme, se pensiamo che per oltre cinquant’anni la cannabis è stata demonizzata, definita droga pericolosa, causa di devianza e di malattie, mentre al tempo stesso venivano nascosti i suoi innumerevoli benefici.

Eppure oggi il paradosso è evidente:

Ieri: una pianta naturale, ricca di proprietà terapeutiche e usata per secoli dalle comunità di tutto il mondo, veniva classificata come una delle droghe più pericolose.

Oggi: dopo decenni di proibizionismo e con una pianta ormai ampiamente modificata dalle logiche del mercato, resa spesso più dannosa e lontana dalla sua essenza originaria, la stessa cannabis viene improvvisamente “riabilitata” e spostata in una categoria più bassa.

Pensate quanto è ridicolo: quando era piena di benefici veniva condannata e perseguitata; adesso che è stata piegata alle logiche del profitto e privata di parte della sua natura, viene considerata accettabile.

Questa riclassificazione non è solo un fatto legale. È la dimostrazione di come i governi abbiano sempre gestito la cannabis non in base alla verità o alla salute pubblica, ma agli interessi economici e politici del momento.

L’America oggi manda un messaggio chiaro: non è mai stata una questione di pericolo o di benessere, ma di controllo e di potere.
E il mondo intero, ancora una volta, segue a ruota.

La Svizzera apre il dibattito nazionale sulla legalizzazione della cannabis

La Svizzera compie un passo storico aprendo ufficialmente una consultazione pubblica sulla legalizzazione della cannabis per uso adulto. La discussione, che resterà aperta fino al 1° dicembre 2025, mira a coinvolgere cittadini, istituzioni e operatori del settore nella definizione di un quadro normativo chiaro e innovativo.

L’obiettivo non è soltanto quello di affrontare il tema del consumo, ma soprattutto di stabilire regole precise che possano garantire sicurezza, controllo e trasparenza.

Cosa prevede la proposta

La legge in discussione introduce alcuni punti chiave che potrebbero rivoluzionare l’approccio svizzero alla cannabis:

Possesso controllato: quantità limitate di cannabis potrebbero essere detenute legalmente dagli adulti.

Coltivazione privata: la possibilità di coltivare alcune piante per uso personale.

Vendita regolamentata: punti di distribuzione autorizzati, con regole severe su licenze e tracciabilità.

Limiti al THC: concentrazioni massime per ridurre i rischi legati a un consumo eccessivo.

Tutela della salute pubblica: programmi di prevenzione e informazione, soprattutto per i più giovani.

Perché è un passo importante

Se la proposta verrà approvata, la Svizzera diventerebbe uno dei primi Paesi europei a dotarsi di una legge nazionale sulla cannabis che vada oltre le sperimentazioni pilota attualmente in corso in città come Zurigo o Basilea.

Un cambiamento di questo tipo avrebbe ricadute non solo a livello interno, ma anche a livello europeo. La Svizzera, infatti, è spesso un modello per altri Stati, e la scelta di regolamentare la cannabis potrebbe incoraggiare ulteriori dibattiti e riforme in Paesi vicini, dall’Italia alla Germania, fino alla Francia.

Riduzione dei rischi e lotta al mercato nero

Uno degli obiettivi dichiarati della legge è quello di ridurre il peso del mercato nero, che oggi resta la principale fonte di approvvigionamento.
Con regole chiare, limiti al THC e un sistema di vendita controllato, il governo punta a:

Proteggere i consumatori, garantendo prodotti più sicuri.

Ridurre gli abusi, grazie a un monitoraggio trasparente.

Generare entrate fiscali, da reinvestire in sanità e prevenzione.

Uno sguardo al futuro

Il dibattito svizzero è ancora in corso e la consultazione pubblica sarà fondamentale per delineare la legge finale. Ciò che è certo è che il Paese si sta ponendo domande cruciali su come conciliare libertà individuale, salute pubblica e lotta al narcotraffico.

Se approvata, questa legge potrebbe rappresentare un precedente importante per l’Europa e aprire la strada a un nuovo modo di guardare alla cannabis: non più come tabù, ma come fenomeno da regolare e gestire con responsabilità.

Dove la cannabis è illegale, nasce un mercato parallelo più organizzato di quanto immaginiamo

Quando si parla di cannabis, l’organizzazione che ruota intorno al suo commercio illegale in certi paesi lascia senza parole. In Francia, per esempio, le grandi città sono un laboratorio vivente di questo fenomeno. Qui, la vendita si concentra soprattutto nelle cosiddette banlieue: quartieri periferici e spesso poveri, diventati terreno fertile per i trafficanti.

In questi luoghi, dove la legge sembra non esistere, il mercato nero funziona come un’impresa perfettamente organizzata. Tutto parte dalle vedette, ragazzi pronti ad avvertire del possibile arrivo della polizia con il celebre grido “ARRAHH!”. Subito dopo troviamo i venditori, incaricati di servire i clienti, e chi raccoglie i soldi per passarli a un intermediario, che a sua volta li consegna a un livello superiore. La catena continua fino ad arrivare a poche persone di cui quasi nessuno conosce l’identità.

A Marsiglia, ad esempio, si stima che ci siano oltre cento punti di spaccio. Eppure, la gran parte dei profitti finisce nelle mani di poche famiglie o organizzazioni che permettono e gestiscono l’attività nell’ombra.

Un business che non si ferma mai

Entrare in questi punti di spaccio è, in alcuni casi, sorprendente. Si viene accolti come in un locale qualsiasi: esiste un vero e proprio menu con ampia scelta di prodotti. Nei quartieri più grandi la fila non si interrompe mai, dalla mattina alla tarda notte, segno della vastità e della stabilità di questo giro d’affari.

Molti rivenditori offrono persino servizi innovativi: la consegna a domicilio, simile a ordinare una pizza, oppure il “drive” in stile McDonald’s, con aree dedicate alle auto per un acquisto rapido.

Reclutamento come un lavoro normale

Un altro aspetto sorprendente è il sistema di reclutamento. Nelle principali città francesi non è raro imbattersi in annunci, sia online sia per strada, che invitano i giovani a entrare in questo mondo. Non solo: spesso viene organizzato un vero e proprio colloquio di lavoro, con dinamiche simili a quelle di un impiego legale.

Questo dimostra come, in assenza di una regolamentazione chiara e legale, il mercato nero si organizzi con efficienza impressionante, trasformando interi quartieri in centri nevralgici di un’economia parallela.

HHC: da legale a illegale

Cos’è l’HHC e perché ha creato tanto dibattito in Europa?

L’HHC, o Hexahydrocannabinol, è un cannabinoide semi-sintetico ottenuto attraverso un processo di idrogenazione del THC, il principio attivo più conosciuto della cannabis. Si tratta quindi di una sostanza che non esiste in forma naturale nelle piante, ma che viene creata in laboratorio a partire da composti già presenti nella cannabis.

Dal punto di vista degli effetti, l’HHC viene descritto come una versione più leggera del THC: provoca sensazioni simili, ma generalmente meno intense e di durata più breve. Proprio per questo, molti lo hanno visto inizialmente come un’alternativa “sicura” e accessibile, soprattutto nei Paesi dove la cannabis rimane vietata.

La corsa del mercato

Tra il 2022 e il 2023, in diversi Paesi europei – Italia, Francia, Germania, Irlanda e altri – l’HHC è comparso sugli scaffali dei negozi specializzati e negli shop online. In poco tempo ha conquistato uno spazio notevole, pubblicizzato come un prodotto legale, innovativo e con effetti simili alla cannabis tradizionale.

La sua crescita ha mostrato un fenomeno ormai frequente: ogni volta che si apre uno spiraglio legale, il mercato si muove con estrema rapidità, introducendo nuove sostanze e attirando migliaia di consumatori curiosi.

La risposta delle istituzioni

La reazione dei governi non si è fatta attendere. Tra il 2023 e il 2025, molte nazioni hanno deciso di intervenire: l’HHC è stato inserito nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e la sua vendita è stata vietata. Una parabola brevissima: da alternativa “legale” a prodotto proibito in meno di tre anni.

Questa vicenda ha evidenziato ancora una volta una dinamica ben nota: le leggi arrivano spesso in ritardo rispetto al mercato. Mentre le aziende e i consumatori si muovono velocemente, le istituzioni faticano a tenere il passo, reagendo solo quando il fenomeno ha già preso piede.

Un caso emblematico

L’HHC non è stato solo un episodio isolato, ma un campanello d’allarme sul futuro del settore:

da un lato, dimostra quanto sia forte la domanda di alternative alla cannabis tradizionale;

dall’altro, mette in luce il rischio di creare cicli infiniti di nuove molecole “legali per poco”, subito bandite non appena raggiungono popolarità.

L’HHC è quindi un esempio perfetto di come mercato e leggi viaggino a velocità diverse, con il risultato di lasciare i consumatori e i piccoli produttori in una continua zona grigia, fatta di incertezze e divieti improvvisi.

Canada: nuove regole per rilanciare il mercato della cannabis

Il mercato della cannabis legale in Canada non è mai stato semplice. Dopo l’entusiasmo iniziale, il settore si è trovato presto di fronte a una realtà complessa: licenze estremamente costose, regole rigide e burocrazia pesante.
Il risultato? Uno spazio quasi esclusivamente riservato alle grandi multinazionali, mentre i piccoli produttori – proprio coloro che avrebbero potuto portare diversità e innovazione – faticavano a sopravvivere.

Molte aziende, infatti, sono fallite nei primi anni, lasciando un settore fragile e lontano dalle promesse di inclusività che avevano accompagnato la legalizzazione.

Dal 1° aprile 2025, però, qualcosa sta cambiando. Health Canada ha introdotto una serie di riforme pensate per alleggerire il peso della burocrazia:

meno obblighi amministrativi,

etichette semplificate,

procedure più snelle per le licenze e i controlli.

Non si tratta della soluzione definitiva, ma è senza dubbio un segnale importante. Senza regole più eque e accessibili, infatti, il rischio è che il mercato legale resti un affare concentrato nelle mani di pochi grandi attori, escludendo i piccoli produttori e mantenendo vivo il mercato nero.

Con queste modifiche, invece, si apre uno spiraglio concreto: i produttori indipendenti potrebbero finalmente avere l’opportunità di entrare davvero nel mercato legale, contribuendo a renderlo più equilibrato, competitivo e vicino alle esigenze dei consumatori.

Il Canada prova così a correggere il tiro: un passo necessario, che potrebbe rappresentare un esempio anche per altri Paesi alle prese con le sfide della legalizzazione.

Fiori di canapa legali? L’Europa ci prova

Il Parlamento Europeo sta aprendo una nuova strada: per la prima volta, i fiori di canapa potrebbero essere riconosciuti come prodotti agricoli leciti.
Una decisione storica, che segnerebbe un passo importante per il settore e che potrebbe cambiare il modo in cui l’Europa guarda a questa pianta.

Se la proposta dovesse andare in porto, i fiori di canapa verrebbero considerati a tutti gli effetti un prodotto agricolo, purché la varietà sia regolarmente registrata e rispetti i limiti di THC stabiliti dalla legge.

Si tratterebbe di un cambiamento con ricadute significative:

maggiore chiarezza normativa per i produttori,

più sicurezza e trasparenza per i consumatori,

nuove opportunità di mercato e commercio per un settore che in Europa continua a crescere.

L’iter però non è ancora concluso: dopo questa prima apertura, restano diversi passaggi fondamentali da affrontare, tra cui il voto parlamentare definitivo e le trattative con i singoli Stati membri, che dovranno recepire la norma.

Se tutto andrà come previsto, la novità potrebbe entrare in vigore già dalla prossima estate, aprendo la strada a un futuro in cui la canapa non sia più relegata nell’ombra, ma riconosciuta per il suo valore agricolo, economico e culturale.

Un passo piccolo, ma che potrebbe cambiare molto nel percorso verso una gestione più matura e consapevole della cannabis in Europa.

Marsiglia – tra cultura e cannabis

Marsiglia, capitale europea dell’hashish

Per anni Marsiglia è stata considerata la vera capitale europea dell’hashish. Le tonnellate che partivano dal Rif marocchino trovavano quasi sempre approdo qui, trasformando la città in una delle principali porte d’ingresso del traffico verso tutto il continente. Nei quartieri nord, l’hashish non era soltanto una sostanza: era moneta, potere, appartenenza. Una presenza che ha segnato la città molto più a fondo di quanto la gente comune potesse immaginare.

La violenza dei regolamenti di conti

Marsiglia è tristemente famosa anche per i suoi regolamenti di conto. Negli ultimi anni la città è stata teatro di numerosi episodi di violenza, con armi da guerra e kalashnikov che ricordano più scene da film che la vita quotidiana di una metropoli europea. Interi quartieri vivono nella paura, e le vittime collaterali purtroppo non mancano: persone comuni che si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Dietro ogni conflitto c’è sempre la stessa logica: il controllo delle piazze di spaccio, i carichi provenienti dal Marocco, i debiti non saldati o i tradimenti interni. Guerre senza fine che si alimentano da sole, un ciclo infinito di vendette che rende la città un campo di battaglia.

Un bivio per l’Europa

Quello che accade a Marsiglia è lo specchio di una realtà più grande. L’Europa intera si trova davanti a un bivio: da una parte i traffici, le mafie e le violenze che prosperano grazie al proibizionismo; dall’altra, una società sempre più consapevole, che chiede un cambiamento e riconosce nella cannabis un tema sociale, culturale ed economico.

La differenza tra restare prigionieri delle logiche del passato o aprirsi a un futuro più maturo dipenderà dalle scelte che verranno fatte nei prossimi anni.

I menù dei coffeeshops olandesi: ieri e oggi

Negli ultimi anni i menù dei coffee shop olandesi hanno vissuto una vera rivoluzione.
All’inizio erano semplici: poche varietà old school come Bubblegum o White Widow, e hashish dal Marocco, Libano o Nepal.

🌱 Oggi i menù sono completamente diversi:
👉 i fiori provenienti dal Canada dominano, con un ottimo rapporto qualità-prezzo, e riempiono le vetrine dei coffee shop.
👉 arrivano anche varietà dagli Stati Uniti, ma a prezzi più alti.
👉 c’è sempre una buona parte di erba locale olandese.

✨ In più, dopo migliaia di incroci, il mercato offre oggi tantissime varietà nuove, con aromi e nomi sempre più particolari.

😶‍🌫️ Molti residenti olandesi, legati alla tradizione, faticano ad accettare questi cambiamenti.
🌿 Le nuove generazioni invece sperimentano con curiosità e si adattano facilmente.

🌍 Senza questa evoluzione, l’Olanda – da pioniera mondiale – sarebbe rimasta indietro rispetto ad altri Paesi.
L’innovazione era inevitabile.

Negli ultimi 20 anni i fiori di cannabis hanno subito un enorme evoluzione

Negli ultimi decenni i fiori di cannabis sono cambiati radicalmente.
Oggi li vediamo più compatti, resinati, potenti e profumati. Ma tutto questo non è casuale: è il risultato di incroci e manipolazioni genetiche che hanno spinto la pianta verso nuove forme di consumo ⚡️.

Se da una parte questo rende i buds più attraenti e “moderni”, dall’altra parte sorge una domanda: è ancora la stessa canna di una volta? 🌿
Quella “old school”, più semplice, intatta e naturale, che molti ricordano per i suoi benefici unici?

I metodi più popolari per assumere la cannabis

La cannabis si può assumere in diversi modi, ma due sono i più popolari: fumarla o mangiarla. 

Fumare è il metodo più comune: l’effetto arriva quasi subito, ma dura poco (circa 3 ore) e gran parte dei principi attivi si perde nella combustione.

Mangiare (tramite edibles) è molto diverso: l’effetto arriva più tardi (anche dopo un’ora), ma è molto più intenso, può durare fino a 6–8 ore ed è anche un metodo molto più discreto. ✨

Ogni metodo ha pro e contro, ed è importante sempre fare attenzione alle dosi, soprattutto con gli edibles. ⚠️