Negli ultimi mesi, il Canada è diventato un protagonista sempre più importante sul mercato europeo della cannabis. I carichi provenienti dalle grandi produzioni canadesi hanno raggiunto i Paesi Bassi in quantità notevoli, tanto che molti coffeeshop hanno iniziato a inserire nei loro menù varietà “Made in Canada”.
Questa presenza massiccia non è passata inosservata: i prezzi al dettaglio oscillano tra 11 e 15 euro al grammo, una fascia considerata molto interessante per il livello di qualità offerto. Rispetto alle produzioni americane, che restano decisamente più costose, la cannabis canadese riesce a posizionarsi come un’alternativa di valore, capace di attirare sia i consumatori abituali che i curiosi in cerca di nuove esperienze.
Il successo di queste forniture è legato a diversi fattori:
Produzione su larga scala: il Canada, primo Paese del G7 ad aver legalizzato la cannabis a livello federale, dispone di un’industria ben strutturata e con standard elevati.
Ampia varietà genetica: le aziende canadesi hanno investito molto in ricerca e sviluppo, offrendo oggi un ventaglio di strain sempre più ampio.
Competitività sul prezzo: il costo di produzione, unito alla capacità di esportazione, consente di proporre un prodotto di livello a cifre più accessibili rispetto al mercato statunitense.
Questa tendenza sta ridisegnando gli equilibri dei coffeeshop olandesi, tradizionalmente dominati da cannabis locale e, più recentemente, da importazioni americane di fascia alta. L’arrivo della “green wave” canadese, con i suoi prezzi più abbordabili, segna una nuova fase per il consumatore europeo: più scelta, maggiore concorrenza e una qualità che continua a crescere.
L’Europa si conferma quindi un terreno fertile per le esportazioni canadesi, mentre i Paesi Bassi diventano la porta d’ingresso privilegiata di questa nuova ondata verde.