La vacanza dovrebbe essere sinonimo di libertà, relax e spensieratezza. ✨
Eppure, per chi è dipendente dalla cannabis, spesso non è così.
Il pensiero non è più “quale città visiterò per prima?” o “dove mangerò stasera?”, ma diventa:
“Come faccio a procurarmela una volta arrivato?”
oppure: “Prendo il rischio di portarmela dietro?”
Lo dico in prima persona: io sono molto dipendente e affronto sempre questi problemi.
A volte me la porto dietro, altre volte trovo un modo per comprarla sul posto.
E so bene cosa significa vivere questa condizione.
Per alcuni non è un problema: c’è chi riesce a consumare senza sviluppare dipendenza.
Ma per tanti, con una tipologia come la mia, si diventa facilmente dipendenti.
E la dipendenza limita.
Limita nei viaggi, nella spensieratezza, nelle scelte quotidiane.
In più, non tutte le destinazioni sono uguali: in alcuni Paesi è facile reperirla, in altri diventa molto difficile, o addirittura rischioso.
E questo crea una pressione costante, che finisce per togliere la leggerezza che una vacanza dovrebbe avere.
La cannabis è una pianta che può avere un grande valore.
Ma se da strumento diventa catena, smette di darci libertà e inizia a togliercela.
La vera crescita è riuscire a viverla con equilibrio, senza esserne schiavi.