In molti Paesi la cannabis resta illegale e questo ha alimentato un fenomeno parallelo: il suo continuo viaggio oltre le frontiere. Uno dei punti più caldi in Europa è il confine tra Spagna e Francia, in particolare al casello di Le Perthus, dove i controlli sono costanti ma il traffico non accenna a fermarsi.
I metodi utilizzati dai trafficanti sono tanto semplici quanto ingegnosi. Tra le tecniche più diffuse troviamo:
Go Slow: auto, bus o camion con la sostanza ben nascosta che attraversano il confine a passo normale, confondendosi tra i viaggiatori comuni.
Go Fast: più auto in sequenza. Quella centrale trasporta la sostanza senza nasconderla, mentre la prima fa da apripista e l’ultima da copertura. La chiave è la velocità estrema, a volte oltre i 200 km/h, per sorprendere i controlli e passare inosservati grazie al gioco di squadra.
Negli anni non sono mancati episodi curiosi, come un’ambulanza fermata al confine che, oltre al paziente, trasportava anche diversi chili di cannabis.
Oggi le autorità dispongono di strumenti sempre più avanzati: scanner, telecamere intelligenti, droni. Ma ogni innovazione porta i trafficanti a sviluppare nuove strategie. Il risultato è un vero e proprio campo di battaglia fatto di astuzia, rischio e risorse.
Il confine, così, diventa il teatro di una partita senza fine, dove tecnologia e ingegno si affrontano in un equilibrio sempre instabile.