Marsiglia, capitale europea dell’hashish
Per anni Marsiglia è stata considerata la vera capitale europea dell’hashish. Le tonnellate che partivano dal Rif marocchino trovavano quasi sempre approdo qui, trasformando la città in una delle principali porte d’ingresso del traffico verso tutto il continente. Nei quartieri nord, l’hashish non era soltanto una sostanza: era moneta, potere, appartenenza. Una presenza che ha segnato la città molto più a fondo di quanto la gente comune potesse immaginare.
La violenza dei regolamenti di conti
Marsiglia è tristemente famosa anche per i suoi regolamenti di conto. Negli ultimi anni la città è stata teatro di numerosi episodi di violenza, con armi da guerra e kalashnikov che ricordano più scene da film che la vita quotidiana di una metropoli europea. Interi quartieri vivono nella paura, e le vittime collaterali purtroppo non mancano: persone comuni che si trovano al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Dietro ogni conflitto c’è sempre la stessa logica: il controllo delle piazze di spaccio, i carichi provenienti dal Marocco, i debiti non saldati o i tradimenti interni. Guerre senza fine che si alimentano da sole, un ciclo infinito di vendette che rende la città un campo di battaglia.
Un bivio per l’Europa
Quello che accade a Marsiglia è lo specchio di una realtà più grande. L’Europa intera si trova davanti a un bivio: da una parte i traffici, le mafie e le violenze che prosperano grazie al proibizionismo; dall’altra, una società sempre più consapevole, che chiede un cambiamento e riconosce nella cannabis un tema sociale, culturale ed economico.
La differenza tra restare prigionieri delle logiche del passato o aprirsi a un futuro più maturo dipenderà dalle scelte che verranno fatte nei prossimi anni.