Quando si parla di cannabis, l’organizzazione che ruota intorno al suo commercio illegale in certi paesi lascia senza parole. In Francia, per esempio, le grandi città sono un laboratorio vivente di questo fenomeno. Qui, la vendita si concentra soprattutto nelle cosiddette banlieue: quartieri periferici e spesso poveri, diventati terreno fertile per i trafficanti.
In questi luoghi, dove la legge sembra non esistere, il mercato nero funziona come un’impresa perfettamente organizzata. Tutto parte dalle vedette, ragazzi pronti ad avvertire del possibile arrivo della polizia con il celebre grido “ARRAHH!”. Subito dopo troviamo i venditori, incaricati di servire i clienti, e chi raccoglie i soldi per passarli a un intermediario, che a sua volta li consegna a un livello superiore. La catena continua fino ad arrivare a poche persone di cui quasi nessuno conosce l’identità.
A Marsiglia, ad esempio, si stima che ci siano oltre cento punti di spaccio. Eppure, la gran parte dei profitti finisce nelle mani di poche famiglie o organizzazioni che permettono e gestiscono l’attività nell’ombra.
Un business che non si ferma mai
Entrare in questi punti di spaccio è, in alcuni casi, sorprendente. Si viene accolti come in un locale qualsiasi: esiste un vero e proprio menu con ampia scelta di prodotti. Nei quartieri più grandi la fila non si interrompe mai, dalla mattina alla tarda notte, segno della vastità e della stabilità di questo giro d’affari.
Molti rivenditori offrono persino servizi innovativi: la consegna a domicilio, simile a ordinare una pizza, oppure il “drive” in stile McDonald’s, con aree dedicate alle auto per un acquisto rapido.
Reclutamento come un lavoro normale
Un altro aspetto sorprendente è il sistema di reclutamento. Nelle principali città francesi non è raro imbattersi in annunci, sia online sia per strada, che invitano i giovani a entrare in questo mondo. Non solo: spesso viene organizzato un vero e proprio colloquio di lavoro, con dinamiche simili a quelle di un impiego legale.
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Questo dimostra come, in assenza di una regolamentazione chiara e legale, il mercato nero si organizzi con efficienza impressionante, trasformando interi quartieri in centri nevralgici di un’economia parallela.