Cannabis negli USA: dalla Tabella I alla Tabella III, il grande paradosso

Negli Stati Uniti è in corso un cambiamento storico: la DEA ha proposto ufficialmente di riclassificare la cannabis, spostandola dalla Tabella I, dove per decenni è stata equiparata a sostanze come eroina e LSD, alla Tabella III, che riconosce invece un uso medico accettato e un rischio di abuso inferiore.

Un passo enorme, se pensiamo che per oltre cinquant’anni la cannabis è stata demonizzata, definita droga pericolosa, causa di devianza e di malattie, mentre al tempo stesso venivano nascosti i suoi innumerevoli benefici.

Eppure oggi il paradosso è evidente:

Ieri: una pianta naturale, ricca di proprietà terapeutiche e usata per secoli dalle comunità di tutto il mondo, veniva classificata come una delle droghe più pericolose.

Oggi: dopo decenni di proibizionismo e con una pianta ormai ampiamente modificata dalle logiche del mercato, resa spesso più dannosa e lontana dalla sua essenza originaria, la stessa cannabis viene improvvisamente “riabilitata” e spostata in una categoria più bassa.

Pensate quanto è ridicolo: quando era piena di benefici veniva condannata e perseguitata; adesso che è stata piegata alle logiche del profitto e privata di parte della sua natura, viene considerata accettabile.

Questa riclassificazione non è solo un fatto legale. È la dimostrazione di come i governi abbiano sempre gestito la cannabis non in base alla verità o alla salute pubblica, ma agli interessi economici e politici del momento.

L’America oggi manda un messaggio chiaro: non è mai stata una questione di pericolo o di benessere, ma di controllo e di potere.
E il mondo intero, ancora una volta, segue a ruota.

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